Force

Management

La forza che rafforza il lavoro


Do you want to work ?

In other country is more easy ?

Let’s talk…

 

Il tema del lavoro é da sempre un argomento caldo e di interesse per tutti.

In questo ultimo periodo della nostra vita, forse piú che un argomento caldo, sta diventando sempre piú un incubo.

Laureati o meno, il problema di trovare una propria realizzazione nella vita lavorativa, diventa sempre piú complicato.

Da qui, é nato il desiderio, partendo dall’esperienza e dalla conoscenza del mondo del lavoro di un gruppo di professionisti, di creare una associazione che riesca a dare indicazioni, consigli e formazione, ai giovani; per riuscire a trovare piú velocemente e meglio, la propria strada in Italia o all’estero.

Tendenza é, di provare la ricerca in terra straniera; alcuni provano l’Erasmus, altri con l’occasione di una vacanza all’estero provano a distribuire curriculum per vedere che succede. 

Ci sono blog, siti e forum che offrono lavori all’estero…

Altri partono come partivano i nostri antenati, alla ventura, nella speranza di trovare fortuna.

A fine 2012, l’ISTAT riporta una sorta di emigrazione di circa 50.000 persone in un anno. Ovvero 136 al giorno, più di 4.000 al mese. Maggiormente maschi, sempre più giovani e di livello scolastico piú elevato. 

Dove é piú facile trovare opportunitá e dove i nostri giovani le stanno cercando: Germania, Svizzera, Regno Unito, Francia. 

In base a cosa si spostano i nostri ricercatori di opportunitá ? 

Rapporti familiari e interpersonali (modalitá piú usata nel passato), Social Network sempre di piú strumento dei nostri tempi. 

E siamo arrivati cosí alla “fuga dei cervelli dall’Itaia”, fenomeno ormai spesso riportato dai media cartacei e soprattutto nei canali specializzati: «Sono stati i lettori a chiederci di aprire questa finestra sull’estero» racconta Andrea Palazzo, collaboratore di una delle testate. 

I mestieri più richiesti? 

«Dalla Germania arrivano molte offerte per il settore della ristorazione, dalla Scandinavia si chiedono guide turistiche o animatori per i parchi divertimenti. In genere non serve una grande esperienza, ma la conoscenza della lingua sì, in particolare l’inglese». Uno dei siti che possiamo consigliare per chi vuole guardarsi intorno alla ricerca di occasioni in Europa, è Eures (www.ec.europa.eu/eures), che ha il vantaggio di essere sotto l’egida della Commissione europea.

È importantissimo proteggersi dalle fregature che purtroppo spesso caratterizzano l’apertura di internet. 

Nel blog di www.italiansinfuga.com figura la storia di una ragazza felice per avere ricevuto da Londra l’offerta di un fantomatico posto da cameriera a 2.500 sterline al mese (quasi 3 mila euro ), volo d’andata pagato, che si è sentita chiedere, all’ultimo momento, di versare in anticipo, su un conto Western Union, 195 sterline (230 euro circa), per una tessera sanitaria, ovviamente fasulla come il lavoro.

Avverte Delfina Licata: «Più che con un contratto, a meno che non si sia specialisti, in ingegneria come nelle professioni sanitarie, si parte con un’idea. La cosa migliore è avere una persona che serva da punto di riferimento per poter acquisire informazioni sul luogo dove si vuole andare». 

Un’altro sito interessante, sempre per muoversi in Europa, è www.informagiovani-italia.com: contiene istruzioni su come scrivere i curriculum, come superare i passaggi burocratici e dà accesso a un elenco di link con siti di offerte di lavoro.

Delle buone bacheche ricche di offerte é possibile visualizzarle su www.eurojobs.com e sui maggiori siti di ricerca di personale, da Adecco a Monster, a Manpower: basta aggiungere all’indirizzo la sigla del paese preferito, che sia .uk o .esp o .fr.

Naturalmente chi ha avuto esperienze di studio all’estero puó goderne importanti vantaggi.

Nel suo Rapporto 2012 il Censis, citando dati Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), scrive che gli studenti italiani andati all’estero per completare la loro formazione sono ormai 60.000. In soli 3 anni, tra il 2007 e il 2010, il loro numero è aumentato del 42,6 %. È un fenomeno europeo: la Francia, con una popolazione di poco superiore all’Italia, conta oggi, secondo l’Ocse, 78.000 studenti andati a istruirsi fuori patria. 

Un’altro sito che potremmo consigliarvi è quello del ministero degli Esteri, www.esteri.it: alla voce «Opportunità» figurano bandi per borse di studio, informazioni su accordi di cooperazione internazionale, link con organizzazioni come la Corte di giustizia europea o l’Onu. 

Naturalmente orizzonti lavorativi possono essere ricercati anche oltre l’Europa e Internet é una vera miniera di informazioni a riguardo.

Vi affascina l’Australia ? 

Provate a dare un’occhiata su www.employmentbyron.com.au, ma anche www.australiagov.au per avere notizie ufficiali su visti e procedure. 

Vi appassiona il Canada ? 

Provate a consultare il sito del governo (www.canadainternational.gc.ca); consiglio: andate subito a vedere la sezione relativa a «Cercare lavoro in Canada»; li troverete una serie di utilissime informazioni e consigli, compreso l’orario migliore per presentarsi a eventuali, futuri datori di lavoro.

Vi incuriosisce la vicina e molto simile a noi, Spagna ?

Un’occasione per utili contatti può essere la Fiera internazionale dell’impiego che si terrà il 13 e 14 marzo prossimi a Madrid: imprenditori dal Canada, dall’Australia e dall’America Latina convergeranno sulla città spagnola per reclutare talenti europei (informazioni sul sito www.workinginin-events.com).

Per le imprese di mezzo mondo è un momento d’oro per fare shopping d’intelligenze. 

Secondo un sondaggio dell’Eurispes pubblicato nel 2012, il 59,8 % dei giovani italiani tra i 18 e i 24 anni è disposto ad andare a vivere in un altro paese. I più pronti alla partenza sono i ragazzi del NordOvest, soprattutto diplomati e laureati. «Ma non chiamatela fuga di cervelli» invita Delfina Licata «Sono talenti che, puntando sulla mobilità, investono sulla loro formazione».